La Sirena a strisce. Il Comicon, festival internazionale del fumetto e dell'animazione

Susanna Crispino - 26.05.2007 testo grande testo normale

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Tags: Comicon, Go Nagai, Moebius, Igort

La nona edizione del Comicon, il Festival internazionale del fumetto e dell’animazione, si è svolta al Castel Sant'Elmo di Napoli dal 27 al 29 aprile. Ospiti d’eccezione Go Nagai, il creatore di Mazinga, Goldrake, Devilman e altri personaggi entrati nel mito e Moebius, celeberrimo autore francese fondatore, tra l'altro, della rivista-manifesto Métal Hurlant.

Azzurro Comics. Si è conclusa domenica 29 aprile la nona edizione del Comicon, festival del fumetto e dell'animazione che si è tenuta a Napoli tra le mura di Castel Sant'Elmo. Quest'anno è stata inaugurata la tematica del colore legato alla stampa: la stampa in quadricromia è composta da quattro colori di base (ciano magenta giallo e nero) che vengono combinati insieme. Il Comicon di quest'anno ha avuto per tema il ciano, ovvero la tonalità azzurra, partendo dal manifesto disegnato per l'occasione da Enki Bilal, celebre autore serbo-croato che è anche regista e fumettista.

Con una formula collaudata e un'organizzazione svizzera, il festival ha offerto una panoramica sul mondo delle strisce a fumetti e ha ospitato autori importantissimi: dai “mostri sacri” Go Nagai e Moebius, ai collaboratori di XL (il periodico di Repubblica) che per l'occasione ha inserito nel numero di aprile una serie di storie ambientate a Napoli. Accanto a loro alcune mostre come: Ma gli androidi sognano pecore blu?, dedicata alla fantascienza, in cui sono esposte tavole originali di Go Nagai tratte dai suoi lavori più celebri (Mao Dante, Devilman, devillady, Shutendoji, Mazinger Z, Great Mazinger, Ufo Robot Goldrake, Jeeg Robot d'acciaio, Violence Jack) e dalla sua versione della Divina Commedia, insieme a tavole tratte da Nathan Never e lavori di Moebius, Philippe Druillet, Richard Corben, e il disegno originale da cui è stato tratto il manifesto del Comicon.

Geografia del racconto: Igort Storyteller, tratto dal lavoro del disegnatore Igort intitolato “cinque è il numero perfetto”. Una storia ambientata a Napoli con protagonista un guappo in pensione, che è disegnata interamente in bianco, nero e azzurro.

Blue naked, dedicato all'erotismo, della rivista italiana Blue che pubblica fumetti erorici. Una mostra vietata ai minori e molto ironica: per vedere le foto degli autori bisogna sbirciare nel buco della serratura. Geniale il “concorso per feticisti”: chi vuole può farsi fotografare i piedi, quelli più sexi (votati dal pubblico) vincono un abbonamento alla rivista.

Historieta de Catalunya in collaborazione con il Festival del fumetto di Barcellona, racconta la storia della Catalogna dal Medioevo a oggi.

Infine cARToons - comics in contemporary art, promosso dalla Soprintendenza Speciale al Polo Museale di Napoli in collaborazione con la galleria Changing Role, espone gli artisti che hanno usato il fumetto come principale strumento estetico e concettuale.

Le mostre rimarranno aperte fino al 29 maggio.
Il festival non si è svolto solo tra le mura del castello, invadendo tutta la città con manifestazioni, libri e mostre che in alcuni casi rimarranno visibili fino alla fine del mese, come La scimmia segreta al Goethe Institut (tavole di Anke Feuchtenberger e Stefano Ricci). La mostra “Sventurata le terra che ha bisogno di (super)eroi” ha aperto al PAN il 25 maggio e rimarrà visibile fino al 16 luglio.

Nella giornata di sabato 28, l'ospite di eccezione era Go Nagai, il creatore di Mazinga Z, Il grande Mazinger, Jeeg Robot d'acciaio, Goldrake, Getter Robot, Gaiking e Devilman. Dai suoi manga sono stati tratti cartoni animati che hanno formato generazioni di bambini. Numerosissimi i cosplayer (ovvero coloro che si travestono da personaggi dei fumetti) che hanno salutato il creatore dei loro beniamini e hanno scorazzato per il castello tra la curiosità del pubblico.

Go Nagai è un distinto signore di sessantuno anni che ha sopportato con pazienza le domande dei presenti, rispondendo con un sorriso anche a quelle più assurde. La sua carriera è cominciata nel 1967, nonostante l'opposizione della madre: si racconta che, quando Go ragazzino presentava le sue tavole alle case editrici, la mamma di nascosto convinceva gli editori a rifiutarle. Quando Go è diventato abbastanza grande, ha rinunciato all'università per diventare assistente del fumettista Shotaro Ishinomorie, grazie al quale si è fatto notare e proprio nel 1967 ha pubblicato la sua prima opera, “Meakashi Porikichi”, ovvero Meakashi il poliziotto. L'anno successivo ha dato scandalo con Harenchi gakuen, ovvero scuola senza pudore, in cui trattava di una classe di bambini vessati da insegnanti sadici e psicotici. Tra le sue innovazioni: la prima eroina in grado di trasformarsi a piacimento (Cutie Honey), il diavolo-umanizzato Mao Dante (il re demone Dante) e Devilman, la serie dei robot e quella dei manga post-apocalittici (Violence Jack).

Tra le sale di Castel Sant'Elmo non poteva mancare l'impegno sociale, con GevsGE8: Genova a fumetti contro il G8, un'asta di tavole a fumetti organizzata dall'associazione Supporto Legale che sostiene l'assistenza legale delle vittime delle violenze del G8 di Genova (www.supportolegale.org). Tra i pezzi all'asta, tavole di Filippo Scozzari e Marino Tarizzo.


Immagini:
1. Enki Bilal Manifesto del Comicon 2007
2. Go Nagai Goldrake © Go Nagai/Dynamic Planning Inc. - Toei Animation Co., Ltd. DVD edito da d/visual inc.


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