A Firenze la grazia dello scalpello di Desiderio da Settignano, fino al 3 giugno

Alessia Guadalupi - 24.04.2007 testo grande testo normale

Tags: desiderio da settignano, scoperta della grazia, scultura, firenze

È la prima monografica dedicata ad uno dei più eleganti scultori del primo Rinascimento fiorentino, cresciuto all’ombra di Donatello (il Vasari lo definirà seccamente, ma a torto, “imitatore dello stile di Donato”). Desiderio da Settignano, morto nel 1464 a soli 35 anni, elaborò uno stile dolce e raffinato, pieno di grazia e dolcezza e privo di tormenti, che tuttora incanta l’occhio e il cuore degli osservatori.

È la prima monografica dedicata ad uno dei più eleganti scultori del primo Rinascimento fiorentino, cresciuto all'ombra di Donatello (il Vasari lo definirà seccamente, ma a torto, “imitatore dello stile di Donato”).
Desiderio da Settignano, morto nel 1464 a soli 35 anni, fiorisce sulla piazza fiorentina nel momento più adatto all'affermazione di un giovane scultore: subito dopo gli scultori della cerchia del Ghiberti (Nanni di Banco, Luca della Robbia, Michelozzo, Donatello), emersi nella prima metà del secolo; è elaborato il primo stile rinascimentale, e Donatello, ormai artista maturo, nel 1443 ha lasciato Firenze alla volta di Padova, richiamato da importanti commissioni. È Desiderio, assieme a Bernardo e Antonio Rossellino, Mino da Fiesole e Benedetto da Maiano, a raccogliere l'eredità della prima generazione scultorea e ad elaborare questo stile raffinato e ricercato, sviluppando novità come lo “stiacciato” donatelliano in numerose opere, perlopiù madonne col bambino in candido e levigato marmo.
Alcuni generi divennero anzi delle vere e proprie specialità di Desiderio: oltre ai bassorilievi di dolci madonne col bambino di impronta donatelliana, i “putti” (il più famoso e imitato è il Gesù bambino marmoreo che sormonta il Tabernacolo del Sacramento nella basilica fiorentina di San Lorenzo; ma il giovane Leonardo, nel suo apprendistato alla bottega del Verrocchio - allievo e pressoché coetaneo di Desiderio - sarà probabilmente più attratto e suggestionato dalla “perturbatione” del Fanciullo che ride di Vienna) e i busti femminili (celeberrimo quello di Marietta Strozzi, una delle più belle gentildonne fiorentine, pezzo forte della mostra, cui è stato eccezionalmente concesso dal Bode Museum di Berlino).
Dell'ampia produzione di ornati marmorei della bottega di Desiderio e del fratello Geri è possibile ammirare una delle Arpie, ricordate e lodate dal Vasari, che facevano parte del basamento del David di Donatello, un tempo nel cortile del palazzo Medici di via Larga; nel Cinquecento il basamento fu danneggiato da un fulmine e smembrato; il ritrovamento dei frammenti è acquisizione recente, che l'esposizione fiorentina valorizza particolarmente per la possibilità del confronto diretto con lo stesso David, nelle collezioni del Bargello (e sarebbe forse stato il caso, per esaltare al massimo l'incontro, di accostare direttamente le due opere nella stessa sala).
Da vedere, come completamento della mostra, le due opere inamovibili di Desiderio e della sua bottega: il già citato Tabernacolo del Sacramento in San Lorenzo (1459-61) e la tomba di Carlo Marsuppini (1455-59), capolavoro dell'artista, in Santa Croce. Per l'occasione l'accesso dei visitatori alle due opere è stato agevolato, anche mediante interventi di restauro e nuova illuminazione che ne miglioreranno la fruizione e la leggibilità.
Il Museo del Bargello possiede già numerose opere di Desiderio, ma per questa rassegna ha ricevuto importanti prestiti dal Louvre e dalla National Gallery di Washington, mettendo così insieme quasi l'intero corpus conosciuto della produzione dell'artista. Grazie alla collaborazione dei tre musei, si è potuto così realizzare un importante evento su questo particolarissimo artista al quale da quarant'anni non è dedicato uno studio monografico.
Ancora una volta sottolineiamo quanto positivo sia il ritorno, anche se temporaneo, delle opere d'arte nei luoghi dove sono state create. Per questo motivo la mostra di Desiderio a Firenze, come quella del Piccio a Cremona, assume un valore aggiunto inestimabile (che inevitabilmente non avrà nelle due altre sedi di esposizione: Parigi, 27 ottobre 2006-22 gennaio 2007, e Washington, 1 luglio-8 ottobre 2007): quello, caratteristico del nostro Paese, del museo diffuso nel territorio.

Immagini:
Fanciullino, 1455-60 ca., Washington,National Gallery
San Giovanni Battista, 1440-57 ca., Firenze, Bargello
Altarolo (tondo centrale in bronzo di Donatello), 1443-45 ca., Vienna, Kunsthistorisches Museum
Fanciullo che ride, 1460-64 ca., Vienna, Kunsthistorisches Museum
Gentildonna, 1455 ca., Firenze, Bargello
Santa Costanza, 1460-70 ca., Parigi, Louvre
Copia da Desiderio, Gesù Bambino benedicente, XVI sec., Parigi, Louvre
Giovinetto, 1450-55 ca., Firenze, Bargello
Giulio Cesare, 1460 ca., Parigi, Louvre
Madonna col Bambino, 1460 ca., Philadelphia Museum of Art
Madonna col Bambino, 1460 ca., Firenze, Bargello
Madonna col Bambino, 1450 ca., Torino, Galleria Sabaudia
Busto di Marietta Strozzi, 1460 ca., Berlino, Bode Museum
San Giovannino, 1450-53, Firenze, Bargello
San Girolamo, 1460-64 ca, Washington, National Gallery
Gesù Bambino e san Giovannino (Tondo Arconati Visconti), 1455-57 ca., Parigi, Louvre

Desiderio da Settignano. La scoperta della grazia nella scultura del Rinascimento
Firenze, Museo del Bargello
22 febbraio-3 giugno 2007

Mostra a cura di Beatrice Paolozzi Strozzi, realizzata in collaborazione con Musée National du Louvre, Paris e National Gallery of Art, Washington D.C.

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