Il gusto di un collezionista. Gian Giacomo Poldi Pezzoli e l'Ottocento

Alessia Guadalupi - 18.03.2007 testo grande testo normale

Tags: gian giacomo, poldi, pezzoli, milano

Secondo appuntamento alla nuova Sala del collezionista del Poldi Pezzoli. Dopo la collezione Liechtenstein, questa volta è di scena il "titolare" del museo, Gian Giacomo Poldi Pezzoli, con una mostra curata da Lavinia Galli che approfondisce il suo rapporto con l’arte a lui contemporanea: l’Ottocento, secolo del Romanticismo e del Verismo storico.

Secondo appuntamento alla nuova Sala del collezionista del Poldi Pezzoli. Dopo la collezione Liechtenstein, questa volta è di scena il "titolare" del museo, Gian Giacomo Poldi Pezzoli, con una mostra curata da Lavinia Galli che approfondisce il suo rapporto con l'arte a lui contemporanea: l'Ottocento, secolo d'oro del Romanticismo e del Verismo storico.

Camminare per le stanze della dimora milanese di Gian Giacomo, seppure epurata, dopo le mutilazioni della guerra e le ricostruzioni novecentesche, dai ridondanti allestimenti neogotici così caratteristici del suo gusto eclettico e storicistico, è un'esperienza suggestiva, che ci fa immergere nel clima della Milano ottocentesca: la Milano di Hayez, di Manzoni, degli anni d'oro del Teatro alla Scala, delle Cinque Giornate, dell'Accademia di Brera. Ambienti e situazioni che Gian Giacomo frequentava appassionatamente: furono infatti giovani artisti di punta del Romanticismo storico a cui Gian Giacomo affidò la decorazione del proprio palazzo: Giuseppe Bertini, Luigi Scrosati, Eleuterio Pagliano, Domenico Morelli.

Nella collezione di Gian Giacomo erano presenti opere come "L'origine della compagnia della Misericordia" di Eleuterio Pagliano, un quadro acquistato dalla madre di Gian Giacomo, Rosa Trivulzio, che lo vide nel 1857 all'esposizione dell'Accademia di Brera, e che esprime il più caratteristico gusto moral-storicistico della metà dell'Ottocento; o "Il bagno pompeiano" di Domenico Morelli, bozzetto per il più grande dipinto conservato sempre a Milano alla Fondazione Balzan, che Morelli realizzò nello studio dell'amico Pagliano che lo ospitava, dove l'illustrazione del dato storico si cala nella quotidianità, distanziandosi dall'opera di Pagliano per un maggiore avvicinamento alle istanze veriste.

Nel suo testamento, Gian Giacomo lasciò la disposizione che la sua collezione si dovesse arricchire di "opere d'arte antica e moderna". Così i primi direttori del Museo, Giuseppe Bertini e Camillo Boito, continuarono ad acquistare arte a loro contemporanea: la collezione si arricchì in quegli anni di opere di Antonio Fontanesi, Giacomo Favretto, Filippo Carcano, Mariano Fortuny. Successivamente, opere contemporanee giunsero nel Museo per donazioni di altri mecenati: è il caso dei due piccoli capolavori di questa esposizione, i due Autoritratti di Francesco Hayez, e del bell'acquerello di Filippo Palizzi, "Figura di contadina"; o dei ritratti di mano di Giuseppe Bertini, donati dalla pupilla di Gian Giacomo, Camilla Gabba Cavezzali, nel 1917-28.

L'interessantissimo "Autoritratto in un gruppo di amici" di Francesco Hayez, pervenuto al Museo in data recentissima (1996) per donazione di Riccardo Lampugnani, è stato definito un manifesto della Milano romantica: sulla piccola tela, una sorta di studio non finito, ci appaiono le fisionomie di Pelagio Palagi, Giovanni Migliara, Giuseppe Molteni e Tommaso Grossi, oltre a quella di un giovanissimo Hayez con occhialini e berretto da pittore. Gli amici si erano ritrovati nel 1824 a una cena, organizzata dal Molteni, nella quale Tommaso Grossi recitò una sua scherzosa poesia dialettale, "Il Brindisi", dedicata all'Hayez per festeggiare la sua guarigione dalla malattia che l'aveva tenuto a letto per molte settimane. Il quadretto è una sorta di parallelo pittorico del componimento poetico.

È questo affascinante clima di fermento artistico e intellettuale dell'Ottocento romantico che costituisce l'aspetto più interessante della mostra, e che fa piacere ritrovare proprio nel posto più adatto, le signorili stanze di Gian Giacomo.


L'Ottocento: gli artisti e i collezionisti. Dipinti e acquerelli dal Museo Poldi Pezzoli
Milano, Museo Poldi Pezzoli
Sala del Collezionista
8 marzo-10 giugno 2007

Mostra a cura di Lavinia Galli
Revisione didattica: Maria Teresa Balboni, Marina Sambuy
Organizzazione: Federica Manoli

Info: 02/794889
Orari: mart.-dom. 10.00-18.00
Ingresso: 8 euro, ridotto 5,50 euro

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