Paul Klee alla Mazzotta: ...Il mondo, se pure non questo mondo visibile

Alessia Guadalupi - 13.03.2007 testo grande testo normale

Tags: paul, klee, mazzotta, milano

“L’arte non riproduce il visibile, ma rende visibile” (Paul Klee).
La frase, citata da Vittorio Sgarbi nel comunicato stampa della mostra per esemplificare la poetica dell’artista, può essere considerata una sorta di chiave per comprendere l’atteggiamento di Klee verso la pittura, intesa come mezzo di veicolazione di istanze trascendenti piuttosto che di riproduzione del reale.

“L'arte non riproduce il visibile, ma rende visibile” (Paul Klee).
La frase, citata da Vittorio Sgarbi nel comunicato stampa della mostra per esemplificare la poetica dell'artista, può essere considerata una sorta di chiave per comprendere l'atteggiamento di Klee verso la pittura, intesa come mezzo di veicolazione di istanze trascendenti piuttosto che di riproduzione del reale.

Il mondo di Klee è onirico, infantile, primitivo, elementare, fascinoso e suggestivo; la sua pittura è immediata, non ha bisogno di letture critiche né sovrastrutture accademiche: il colore, la forma, tutto sembra sorgere spontaneamente sulla tela o sulla carta, come impresso non dal pennello, ma direttamente dall'anima. In anni ormai remoti (1920), Klee usò addirittura un termine modernissimo come “realtà virtuale” per descrivere la sua pittura. Rendere visibile, per quanto consentito, l'invisibile: ecco l'interesse di Klee, per il quale arti come la pittura, la musica e la letteratura sono in fondo mezzi paralleli di espressione delle realtà latenti alla dimensione materiale del cosmo.

Paul Klee nasce il 18 dicembre 1879 vicino a Berna. Studia all'Accademia di Belle Arti di Monaco con Franz Stuck; la sua primissima produzione artistica riguarda una serie di acqueforti dal titolo Invenzioni (1905); nel 1912 si accosta al movimento del Blaue Reiter e conosce Robert Delaunay. Partecipa alla Prima guerra mondiale arruolandosi nel 1916 nell'esercito tedesco. Dopo la guerra, inizia l'insegnamento al Bauhaus di Weimar su diretto invito di Valter Gropius. Gli anni '20 vedono inoltre importanti viaggi in Italia (Sicilia, Pisa, Firenze, Ravenna) e in Egitto, Francia, Catalogna. Nel 1930 lascia l'insegnamento al Bauhaus e si trasferisce a Dusseldorf, ma in seguito alle perquisizioni della polizia nazista viene licenziato e va a vivere a Berna con la moglie, la pianista Lily Stumpf. Vengono realizzate sue esposizioni a Londra e Parigi, dove è rappresentato dal mercante d'arte Kahnweiler. Nel 1937 viene inserito nelle mostre di “arte degenerata” in Germania. Si ammala di sclerodermia, ma nonostante la malattia la sua produzione aumenta e raggiunge le 1200 opere.
Nel 1940, dopo una sua grande mostra organizzata alla Kunsthaus di Zurigo, Paul Klee muore a Locarno nella clinica dove era ricoverato.

Erano vent'anni che Klee mancava dallo scenario delle grandi mostre monografiche milanesi. La Fondazione Mazzotta vorrebbe adesso colmare la lacuna, con un'esposizione però non esaustiva, che privilegia il percorso tematico piuttosto che quello cronologico: una serie di opere di artisti quali Piranesi, Goya, Klinger, Daumier, Ensor accompagnano e dialogano con le opere di Klee (quasi esclusivamente grafiche e incisioni, pochi acquerelli) costituendo una sorta di contrappunto per comprendere meglio lo sfondo e l'ambiente culturale nel quale l'artista operò, con la volontà di sottolineare le tangenze iconografiche e i richiami incrociati di alcuni grandi temi quali il fantastico, l'onirico, il notturno, il comico e l'ironico, la critica sociale ecc.
Elogiabile l'idea di affiancare alla mostra una serie di "eventi collaterali”(concerti, rappresentazioni teatrali), in omaggio alla “seconda passione” di Klee: la musica, che permea tutta la sua attività di artista, suscitando inoltre interessanti riflessioni sul rapporto tra musica e pittura. Doveroso sottolineare però che la mostra non è certo quella grande rassegna monografica che forse qualcuno si aspetterebbe: è una sorta piuttosto di piccola esposizione dalla struttura a percorso tematico, incentrata sulla produzione grafica, con la quasi totalità delle opere provenienti dai depositi della Mazzotta.
Visitare il Zentrum Paul Klee di Berna, dove l'architettura di Renzo Piano e la natura circostante si fondono creando una cornice di vera suggestione alla pittura, rimane un'esperienza a parte, che la visita alla mostra milanese non può certo sostituire.


Paul Klee. Teatro magico
Fondazione Antonio Mazzotta
Milano, Foro Buonaparte 50
Dal 26 gennaio al 29 aprile 2007
Orario: 10,00-19,30; martedì e giovedì 10,00-22,30.
Chiusa lunedì.
Info e prenotazioni: 02/54913

Mostra a cura di Tulliola Sparagni
In collaborazione con Regione Lombardia, Provincia di Milano, Comune di Milano, Consolato generale della Svizzera, Centro Culturale Svizzero, Fondazione Gioventù musicale d'Italia, Fondazione I Pomeriggi Musicali, Orchestra di Milano Giuseppe Verdi, Ente Piccolo Teatro di Milano.
Patrocinata da Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero degli Affari Esteri, Ambasciata della Svizzera, Goethe-Institut Mailand.
Catalogo Edizioni Gabriele Mazzotta
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