DIABOLIK - Intervista ad Angelo Maria Ricci

Annalisa Cameli - 17.01.2007 testo grande testo normale

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Tags: angelo maria ricci, diabolik, astorina, fumetto

Angelo Maria Ricci, stimato illustratore e fumettista (16 anni con Martin Mystere, ora con Diabolik), ha ricevuto il premio "Grottammarese dell'anno 2007". Fra un ricordo e l'altro, si racconta.

Angelo Maria Ricci, stimato illustratore e fumettista (16 anni con Martin Mystere, ora con Diabolik), ha ricevuto il premio "Grottammarese dell'anno 2007". Dall'atteggiamento solitario e schivo, Ricci è una persona che va scoperta, a poco a poco. Lo abbiamo incontrato di fronte a due succhi alla pera - uno era il mio per intenderci - e fra un ricordo e l'altro si è raccontato..

D: Quando hai capito che avresti disegnato fumetti?
R: Ho sempre avuto una grande passione per il disegno. Fin da piccolo ero sempre con foglio e matita in mano. Probabilmente è stato un "dono di natura" di mio padre Lamberto, ritrattista e caricaturista straordinario. Poi, quando ho imparato a leggere, ho iniziato ad osservare , a fare scorpacciate di fumetti.

D: Un disegnatore e/o un personaggio ti ha ispirato particolarmente?
R: Da piccolo diventavo pazzo per Iacovitti e per il personaggio Tiramolla. E pensare che dopo diversi anni ho potuto disegnare anche la mia passione, Tiramolla, chi l'avrebbe mai detto...

D: E come sei arrivato alle grandi case editrici?
R: Avevo così tanta passione per l'illustrazione che sono partito, così, da un giorno all'altro per Milano. Non avevo niente, nessun appuntamento, solo qualche disegno non professionale. Ho fatto il giro delle case editrici, ma le risposte erano sempre quelle: non hai esperienza, ma comunque mi hanno spronato a continuare e non abbandonare. Sono stato due anni a Milano lavorando in tutt'altro campo: consegnavo pacchi con un ragazzo calabrese, andavamo in giro con un furgoncino... Attaccavo manifesti... La sera invece studiavo, imparando a sfumare, ad inchiostrare ed ho preparato altre tavole professionali e... Fu così che ci sono riuscito. Un piccolo editore, la Edilfumetto, ha pubblicato qualcosa di mio. La stessa strada che hanno fatto i grandi nomi, come Toppi, Ongaro... Con le vignette erotiche. Iniziai così a vedere i primi risultati su stampa; il che è molto importante, poiché noi lavoriamo su tavole che, in proporzione, sono il doppio rispetto alla stampa: quindi, quando si va a stampare, se non si è accorti, si possono perdere dei particolari, gli sfondi...

D: Che rapporto hai con i tuoi personaggi?
R: Ah, con i miei personaggi... Ogni volta che disegno, vivo le stesse avventure del mio personaggio... Ho disegnato per 16 anni Martin Mystere, ed ora con Diabolik... Mi accorgo che , ad esempio, quando disegno, che con il viso mimo le stesse espressioni che sto disegnando, o faccio i rumori onomatopeici con la bocca, ad esempio degli spari... Mi estraneo completamente dalla realtà ed entro nel vivo della storia.

D: Della prima storia che hai disegnato per Diabolik cosa ti rimane?
R: Inizialmente Diabolik mi stava anche un po' antipatico! Ma ho provato tantissima emozione... Posso dire di aver lavorato con tutte le case editrici di Milano, dopo 32 anni di vita a Milano ho deciso di trasferirmi qui a Grottammare, piuttosto, ad esempio, che a Rieti, mia città natale. Qui si respira pace, aria di tranquillità, serenità, a Grottammare ho trovato il mio io! E insomma, mi sono trasferito qui facendo un vero e proprio salto nel buio, perché non ci sono nelle vicinanze case editrici... e mi dissi: ed ora che faccio? Non ho un lavoro, sono solo... Ho seminato tanto, ma non ho raccolto niente... Poi, mentre stavo mettendo a posto le mie cose dal trasloco, proprio mentre stavo mettendo sullo scaffale l'ultimo libro, squillò il telefono: era l'Astorina che mi proponeva di disegnare per loro le storie di Diabolik! Mi son preso l'estate per riposarmi e poi a settembre del 2000 ho iniziato questa collaborazione.

D: Vivi a Grottammare (AP) e l'Astorina è a Milano: è semplice lavorare a distanza?
R: Lavorare a distanza non mi da nessun problema: ricevo per posta la sceneggiatura dell'intero albo ed entro 3 mesi il lavoro deve essere pronto. Poi ogni 40 tavole che ho pronte, le spedisco per posta ed il gioco è fatto!

D: Dove trovi l'ispirazione?
R: Dappertutto! Andando in giro, camminando... Magari sono in giro e vedo per strada una persona che potrebbe assomigliare al personaggio su cui mi ero - ad esempio - bloccato e da lì parto.

D: Prima dell'Astorina con chi collaboravi?
R: Poco prima di disegnare Diabolik ero stato contattato direttamente dalla Bonelli Editore, che è la casa editrice di fumetti più conosciuta. Feci un albo di esordio con Mister No e da lì i 16 anni con Martiyn Myster. Poi ho lasciato per diversi anni, ed ho fatto altri lavori, come ad esempio il grafico, illustrazioni per bambini... Dopo che mi sono trasferito a Grottammare è stato Massimo Rossi a riportarmi sulla strada del fumetto. Mi chiese di illustrare per Acquaviva nei fumetti una canzone di Finardi e successivamente il fumetto con Battisti del suo libro sul Kursaal.
Poi è subentrata l'Astorina. Nel mio primo albo misi al personaggio Arturo Morris la faccia di Michele Rossi, da allora lo chiamo Arturo...
(Michele Rossi è l'ideatore ed organizzatore di Acquaviva nei fumetti N.D.R.)

D: Qui hai anche fatto la tua prima ed unica personale (luglio 2005, MIC)
R: Si, questo era il luogo adatto, la mia casa. Mi hanno sempre inseguito per esporre a Milano, a Lucca, ma non ho mai voluto. Non vado dietro a queste cose, non seguo la fama. Qui, oltre a Michele Rossi, ho anche incontrato Enrico Piergallini - Assessore alla cultura -: una persona gentilissima e propositiva. La mostra è stata una esperienza unica. Non so quanti fumetti ho autografato in quei giorni... Hanno anche dovuto prorogarla di altri due mesi. E mi sentivo in obbligo di essere lì, perché la gente mi cercava... Si formavano schiere di 15 persone, facevamo assieme il giro, spiegando loro i fumetti e... quando il giro finiva c'erano altre 15 persone che mi aspettavano!

D: E il tuo primissimo ricordo fumettistico legato a Grottammare?
R: Pensa che i miei primi lavori mi sono stati commissionati qui! Quando ero ragazzino e venivo qui in vacanza, dove ora c'è la gelateria Cammelli, prima c'era l'Hotel Paradiso del mitico Franco Piatti. Bhè, lui metteva in entrata un tabellone su cui scriveva il menù del giorno, un tabellone grandissimo! Ed ogni giorno mi chiedeva di fare un disegno per abbellire il menù. E voleva che mi firmassi 'Ngeluccio, piccolo Angelo.

D: Grazie a cosa hai resistito alla crisi dell'editoria?
R: Il mio pregio più grande è quello di aver puntato sempre sulla qualità e mai sulla quantità, per questo non sarò mai ricco. Preferisco lavorare poco, ma bene, curare tutti i particolari non solo del primo piano, ma anche dello sfondo... Sono molto pignolo e preciso, e questo alla fine mi ha pagato, perché i fumettisti "pressappochisti" con la crisi - e quindi il licenziamento di molti - sono stati "messi da parte". La pignoleria è stata la mia salvezza.

Il personaggio Diabolik è copyright Astorina©



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