Grey Matter di Scott Myles

Arianna Bongioanni - 14.12.2006 testo grande testo normale

Tags: Scott Myles, personale, galleria Sonia Rosso

Torino ospita la mostra personale dell'artista scozzese Scott Myles, che espone per la seconda volta presso la Galleria Sonia Rosso.
La mostra, intitolata Grey Matter si articola in opere scultoree a pavimento e incastonate nel muro, accompagnate da un paio di fotografie a colori.

La Galleria Sonia Rosso di Torino presenta la personale di Scott Myles, giovane artista scozzese, che espose negli stessi spazi di via Giulia di Barolo già nel 2003.

La mostra, intitolata Grey Matter, è composta da opere scultoree, sia da parete sia a terra, e da un paio di fotografie a colori. La ricerca artistica di Scott Myles prende il via da un romanzo di Lawrence Sterne, Vita e opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo, considerato dalla critica il primo esempio di ipertesto. All'interno del testo vi sono anche numerose sperimentazioni, sia di tipo letterario (l'opera è costruita su una fitta e complessa rete di digressioni) sia di tipo tipografico (vi si trovano inserite pagine completamente bianche, nere o marmorizzate).


La mostra si apre con due ripiani in MDF, dipinti con acrilici e quindi immersi in una speciale china che rende l'effetto marmorizzato, e una fotografia realizzata al microscopio del punto finale dell'ultima pagina del libro di Sterne: l'impressione è che la mostra abbia principio dalla fine.
Proseguendo nella seconda sala, troviamo un terzo ripiano di MDF, una scultura a terra che presenta la versione tridimensionale del font I e la seconda fotografia, anch'essa realizzata al microscopio. In questo caso si tratta della lettera iniziale del libro, I (io in inglese), che però viene cancellata con della pittura: se prima si percepiva la sensazione di una sorta di FINE, che qualcosa a noi sconosciuto fosse terminato, scivolando sui ripiani, ora si avverte un sentimento di novità confusa, incerto futuro oscurato dalla pittura che Myles applica, come una sorta di nube grigia, sulla fotografia.


Non solo. Sempre per la Galleria Sonia Rosso, su richiesta della gallerista, Scott Myles, per il progetto "In the name of the father", realizza The Guild House, omaggio all'architetto postmodernista Robert Venturi, che negli anni sessanta creò diversi progetti architettonici.
The Guild House, edificio di Philadelphia, nasce come ospizio per anziani ed è proprio da questa funzione che Myles ricava la sua opera: un'enorme antenna televisiva dorata, identica all'originale situata sul palazzo, simbolo dell'unica forma di svago degli ospiti, le trasmissioni televisive, e unica forma di contatto con il mondo esterno.


Scott Myles, Grey Matter , 11 Novembre 2006 / 27 Gennaio 2007.
Tutte le immagini, courtesy of Galleria Sonia Rosso, Torino.



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