Intervista all'illustratrice Francesca Chessa

Laura Bonfiglio - 17.11.2006 testo grande testo normale

Tags: Francesca Chessa

Francesca Chessa vive e lavora a Torino. Nel 1998 viene selezionata alla Fiera del Libro di Bologna. Da allora, illustra libri per bambini e ragazzi per numerosi editori italiani ed esteri, tra cui Fabbri, Rcs, Giunti, Piccoli, Gakken, Gullane, Bloomsbury. Abbiamo parlato con lei in occasione del suo intervento al recente incontro "Meravigliose Alchimie" svoltosi alla Culture Factory della Fondazione Eni Enrico Mattei di Milano.

Francesca Chessa vive e lavora a Torino. Nel 1998 viene selezionata alla Fiera del Libro di Bologna. Da allora, illustra libri per bambini e ragazzi per numerosi editori italiani ed esteri, tra cui Fabbri, Rcs, Giunti, Piccoli, Gakken, Gullane, Bloomsbury. Abbiamo parlato con lei in occasione del suo intervento al recente incontro "Meravigliose Alchimie" svoltosi alla Culture Factory della Fondazione Eni Enrico Mattei di Milano.

D - Quando leggiamo un libro, ognuno ci piace con un'intensità diversa. Tu che con le storie ci devi lavorare, che rapporto hai con il testo che devi illustrare? Puoi permetterti questo giudizio, se così si può chiamare? E soprattutto, succede mai che una storia non ti "ispiri" per il tuo lavoro?
R - Mi piace leggere e mi piace "regalare" un'immagine al testo. Alcune volte mi è capitato che ci fossero testi che non mi ispiravano particolarmente...ma ho cercato di concentrarmi su un elemento per poter sviluppare le mie illustrazioni. L'ho considerato come un esercizio comunque utile per me.

D - Hai illustrato un libro di Pino Pace, L'odore di Pepenero. Come è stato lavorare a questo progetto?
R - Ho illustrato una storia di Pino, ma l'ho conosciuto personalmente soltanto qualche anno dopo e.. per caso. Posso parlare di come ho lavorato con la sua storia. Mi sono sentita libera. Ed è una bella sensazione. La storia mi è piaciuta subito ed è stato un vero piacere metterla per immagini, penso si capisca anche dalla libertà delle tecniche che ho utilizzato.

D - Che differenza c'è nel raccontare una storia con le parole piuttosto che con le immagini? Ti è mai capitato di non riuscire a rendere in immagini qualcosa che invece sarebbe stato facile esprimere a parole?
R - Penso di riuscire ad esprimermi meglio con le immagini piuttosto che con le parole. L'illustrazione è un completamento del testo scritto, può andare parallelamente oppure no, può fare intravedere cose che nel testo non sono espresse...e questa è la cosa che mi piace di più...il divertimento per me è proprio lì.

D - Oltre a illustrare, cerchi spesso il contatto con il pubblico, partecipi a incontri come questo, fai laboratori per bambini. Queste attività si riflettono poi nel tuo lavoro?
R - Ogni attività è per me importante. Da ogni incontro imparo qualcosa: mi arricchisco e spero di riuscire a trasmetterlo nel mio lavoro.

D - Spesso lavori all'estero, in Gran Bretagna, Stati Uniti Canada e Giappone. Tra l'altro, anche l'ultimo tuo libro uscirà tra poco in Gran Bretagna. In questi casi, la distanza fisica con l'autore e la barriera linguistica possono diminuire l'alchimia con lo scrittore?
R - In questo caso c'è il problema della lingua in più...però se la storia è interessante solitamente l'alchimia rimane inalterata. Penso che una buona alchimia non derivi tanto dall'autore, ma dalla storia. Se ho una buona storia farò di tutto per avere anche un bel rapporto con l'autore. Se la storia non mi piace molto allora questa alchimia un po' si perde...e questo al di là delle distanze e della lingua. E poi, per quanto riguarda gli ultimi miei libri inglesi li ho scritti io così l'alchimia ha funzionato al 100% !

Chiacchierare con Francesca è stato un piacere. Ha l'aria serena di chi con il suo lavoro continua a divertirsi e a far divertire. E la cosa, guardando i suoi disegni, si sente!



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