Miracolose alchimie - Uno scrittore e una illustratrice per ragazzi si raccontano

Laura Bonfiglio - 17.11.2006 testo grande testo normale

Tags: francesca chessa, pino pace, fondazione eni enrico mattei, culture factory

Come nasce... nonostante tutto... un libro per ragazzi? Se ne vedono di bellissimi ogni giorno sugli scaffali delle librerie ma non si pensa più di tanto a come siano arrivati fin lì. Eppure un libro per ragazzi è una meravigliosa e difficile alchimia di parole e immagini, due linguaggi diversi ma complementari che costituiscono il primo approccio di un bambino alla comprensione di entrambi.

Come nasce... nonostante tutto... un libro per ragazzi? Se ne vedono di bellissimi ogni giorno sugli scaffali delle librerie ma non si pensa più di tanto a come siano arrivati fin lì. Eppure un libro per ragazzi è una meravigliosa e difficile alchimia di parole e immagini, due linguaggi diversi ma complementari che costituiscono il primo approccio di un bambino alla comprensione di entrambi.
Su questo tema si è recentemente svolto a Milano, presso la Culture Factory della Fondazione Eni Enrico Mattei, un interessante incontro con lo scrittore Pino Pace e l'illustratrice Francesca Chessa.
I due autori ci confermano che rendere le stesse emozioni usando due linguaggi differenti non è sempre facile. Lo è ancor meno quando i due linguaggi sono gestiti da due persone diverse, ognuna delle quali ha una sua personale interpretazione della storia. Questa però è anche la grande - e difficile - risorsa del libro illustrato.
Non sempre quest'alchimia si combina. Alcuni autori si interessano poco alle illustrazioni dei propri libri. Altri forse troppo. Le illustrazioni potrebbero non piacere a chi la storia l'ha scritta. La storia potrebbe non piacere a chi la deve illustrare. Le due visioni potrebbero non coincidere. Bisogna poi aggiungere alla coppia scrittore-illustratore un terzo elemento, l'editore o l'art director, che spesso ha un ruolo di filtro tra i due.
Resta il fatto che una bella storia senza illustrazioni manca di... sale. E che delle belle illustrazioni senza una storia sono un po' stucchevoli. L'una completa le altre, come in ogni alchimia che si rispetti. Per cui vale la pena di cercarla e coltivarla. Anche per l'editore, come è emerso dall'incontro, perché se la coppia autore-illustratore è affiatata, sicuramente il prodotto libro sarà migliore.
L'incontro fa parte di un ciclo promosso da Culture Factory della fondazione Eni Enrico Mattei di Milano, nell'ambito di "Caffè Babele tutte le lingue dell'arte", un progetto che prevede la "trasformazione" delle cinque sedi della FEEM (Milano, Genova, Roma, Torino, Venezia) in veri e propri salotti culturali, per dialogare con protagonisti della cultura italiana e mondiale nei linguaggi artistici più vari: dalla letteratura alla pittura, dall'illustrazione alla poesia, alla scultura, alla fotografia, al teatro, al giornalismo, alla musica, alla filosofia, al cabaret, al mimo e al cinema.

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