Intervista a Pia Valentinis: illustrare è un'avventura

Davide Calì - 09.10.2006 testo grande testo normale

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Tags: pia valentinis, illustratrice, intervista

Pia Valentinis è nata nel 1965 a Udine ma vive a Cagliari dal 1987. Ha illustrato numerosi libri per l'infanzia per case editrici italiane e straniere. E' stata selezionata alla Mostra degli illustratori della Fiera del libro di Bologna negli anni 1990, 1995, 1998 e 2001, alla Biennale d'Illustrazione di Bratislava nel 1995 e nel 2001 e alla Biennale di Catalogna nel 1995. Nel 2002 ha vinto il Premio Andersen come miglior illustratore dell'anno.

Pia Valentinis è nata nel 1965 a Udine ma vive a Cagliari dal 1987. Ha illustrato numerosi libri per l'infanzia per case editrici italiane e straniere. E' stata selezionata alla Mostra degli illustratori della Fiera del libro di Bologna negli anni 1990, 1995, 1998 e 2001, alla Biennale d'Illustrazione di Bratislava nel 1995 e nel 2001 e alla Biennale di Catalogna nel 1995. Nel 2002 ha vinto il Premio Andersen come miglior illustratore dell'anno.
Avrei voluto intervistarla alla Fiera di Bologna ma poi, come al solito, non c'è stato il tempo. Ripiego così sulla solita intervista a distanza.

La classica domanda di apertura: ci racconti come hai cominciato?
All'Istituto d'Arte di Udine avevo un professore di progettazione grafica che ci portava tutti gli anni in gita alla Fiera di Bologna. Grazie a lui, e ai libri bellissimi che ho visto in quegli anni, ho iniziato. Sono passati diversi anni prima che illustrassi il primo libro, perché ho iniziato a lavorare facendo la grafica prima a Udine (occupandomi per lo più di grafica editoriale) e poi a Cagliari, con minore soddisfazione (in una agenzia di pubblicità). L'illustrazione, quando mi sono trasferita sull'isola, mi ha permesso di viaggiare almeno con le mie immagini, salvandomi dall'iniziale claustrofobia.

A questo proposito, in Sardegna hai mai sofferto l'isolamento? La distanza dal continente ha complicato il tuo lavoro?
All'inizio sicuramente sì, ma poi la distanza e l'isolamento sono diventate una forza. Isolata, lavoro decisamente meglio, ho più concentrazione. Con la libreria Tuttestorie e alcune persone trovo complicità e aperture. A volte, per le pubbliche relazioni, la distanza è un limite. Gli editori sono viziati, e a volte chiedono presenza anche quando forse non ce ne sarebbe bisogno.


La Sardegna è comunque ricca di piccoli editori locali che pubblicano libri sulla tradizione. Vuoi raccontarci un po' la realtà dell'editoria locale?
In Sardegna si pubblica molto, ma escono pochi libri per bambini di buon livello. Per adulti ci sono almeno due case editrici ottime, soprattutto Il Maestrale ha avuto grandissima importanza culturale negli ultimi anni, pubblicando autori come Niffoi, Todde, Fois, Soriga, Atzeni, Angioni. Diciamo che la cultura bambina avanza con difficoltà, ma in qualche modo avanza anche con l'aiuto di alcune realtà locali molto motivate e attive: la libreria Tuttestorie, il Centro Servizi Bibliotecari, che a volte pubblicano oltre a organizzare varie manifestazioni, come il Festival di letteratura per ragazzi di Cagliari che si tiene in ottobre.


L'elenco degli editori italiani con cui ha pubblicato Pia Valentinis è piuttosto lungo: C'era una volta, Fabbri, Arka, Fatatrac e poi: Sonda, Papiros, Le Marasche, Giunti, Nuove Edizioni Romane, Condaghes, per dirne alcuni. Le sue illustrazioni compaiono regolarmente sul periodico per bambini e ragazzi Fuorilegge ma da diversi anni lo stile sottile delle sue matite colorate e delle sue incisioni è richiesto anche all'estero: Pia ha lavorato infatti per la giapponese Gakken, la francese Grandir e la Grimm Press di Taipei nel cui catalogo ritroviamo moltissimi illustratori, italiani.

Hai pubblicato diversi libri con la taiwanese Grimm Press. Come è avvenuto il primo incontro e come procede la collaborazione? Ti cercano loro? Sei tu che proponi i libri?
Mi hanno cercato loro la prima volta (hanno visto le mie illustrazioni su un catalogo), poi li ho conosciuti alla Fiera di Bologna. Generalmente sono propositivi, ma non disdegnano le proposte. In un solo caso ho sottoposto loro una storia che mi piaceva molto, di Chiara Carminati.

Tu usi una tecnica manuale abbastanza laboriosa: sia quando lavori con le matite colorate che quando produci l'effetto incisione, i tuoi lavori danno l'idea di richiedere molto tempo. E' così?
Sono molto lenta soprattutto con il colore. Con il bianco e nero, una volta che ho l'idea, non ci metto tantissimo, e per questo posso permettermi di rifare.!

Come ti trovi a proporre le tue tecniche piuttosto tradizionali in un'epoca in cui prevale la velocità, lo schizzo e possibilmente l'uso del computer?
Purtroppo non mi trovo bene con il computer, mi diverto molto di più a "sporcarmi le mani". L'aspetto tattile del mio lavoro mi dà enorme godimento. La velocità secondo me diventa spesso funzionale per la freschezza, e in questo senso so che devo migliorare, Però non credo che i miei tempi siano molto più lunghi di altri, in quanto anche un disegno apparentemente veloce può richiedere tanti rifacimenti. Nessun editore mi ha mai richiesto disegni al computer. Non sono mai stata tanto influenzata dalle mode, mi interessa di più essere soddisfatta di quello che faccio. Ho ancora molto da sperimentare, e devo ancora crescere molto attraverso il disegno.


Dopo aver ospitato illustratori come Gianluigi Toccafondo, Guido Scarabottolo, Stefano Ricci, il centro per le arti visive Il visionario di via Asquini, 33, a Udine, ha raccolto alcune tra le tavole originali più belle, tratte dai libri illustrati da Pia Valentinis nei suoi 20 anni di attività, in una bella mostra. Organizzata in collaborazione con il Centro Espressioni Cinematografiche e grazie al supporto della Banca Popolare Friuladria, del Comune di Udine e della Regione FVG, la mostra è visitabile fino all'8 ottobre. Nel frattempo si conclude l'intervista con Pia Valentinis che ci racconta dei suoi ultimi libri e del rapporto con i bambini.

So che fai spesso laboratori con i bambini. E' una cosa che ti piace?
Sì, soprattutto se c'è una continuità nel tempo. Anni fa lavoravo in un laboratorio stabile, gli incontri si svolgevano una volta alla settimana con lo stesso gruppo. E' durato 7 anni ed è stata un'esperienza di grande soddisfazione. Gli incontri singoli, come capita più spesso di fare, mi lasciano spesso frustrata, non si riesce a costruire e a creare dei rapporti. In questo periodo trovo più stimolante lavorare con preadolescenti e adolescenti, forse anche perché mia figlia è cresciuta).

Torniamo ai libri: qual è l'ultimo libro che hai pubblicato?
L'ultimo libro che è uscito è Map per la Grimm Press, realizzato con Chiara Carminati. E' uscito ora ma l'ho consegnato diversi anni fa. In Italia invece sta per uscire un libro per Topipittori, colorato in digitale dal grafico Giovanna Durì.

Puoi dirci qualcosa di più? Quando esce il libro e di cosa si tratta?
E' un libro di mitologia classica e racconta la storia del rapimento di Persefone, che diede origine al ciclo delle stagioni. L'autore è Massimo Scotti, studioso di letterature comparate e autore di alcuni studi su miti e simboli. Il libro uscirà verso metà ottobre.

In 20 anni di lavoro come ti sembra cambiato il mondo dell'editoria?
Ci sono sempre più illustratori. Negli ultimi anni c'è anche crisi che si sente in tanti modi. Paradossalmente però i tempi di realizzazione di tanti libri si sono allungati, perché gli editori vogliono essere sicuri di trovare coeditori.

E dai prossimi 20 anni, invece, cosa ti aspetti?
Io non credo che il libro inteso come oggetto cartaceo morirà mai. Inoltre l'uomo dovrà sempre fare i conti con il suo bisogno di storie. Credo che ci aspettino libri fantastici dai paesi orientali, e da paesi insospettabili.



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