Anche il sottosuolo è un bene culturale. La riqualificazione di Piazza S. Ambrogio a Milano

Alessia Guadalupi - 08.10.2006 testo grande testo normale

Tags: riqualificazione, Piazza S. Ambrogio,Milano

Il sottosuolo di piazza Sant'Ambrogio, luogo simbolo di Milano, ricco di stratificazioni storiche di diverse epoche, dalla città romana a quella rinascimentale, e di resti archeologici, rischia di essere sventrato e distrutto dalla costruzione di un parcheggio sotterraneo, fortemente voluto dalla passata amministrazione comunale e oggi oggetto di grande contestazione da parte del mondo della cultura e dell'arte e dai comitati dei cittadini.

Codice dei Beni culturali (D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42), art. 2. Patrimonio culturale. "Il patrimonio culturale è costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici. Sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli artt. 10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà. Sono beni paesaggistici gli immobili e le aree indicati all'art. 134, costituenti espressione dei valori storici, culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio, e gli altri beni individuati dalla legge o in base alla legge. I beni del patrimonio culturale di appartenenza pubblica sono destinati alla fruizione della collettività".

Il sottosuolo di piazza Sant'Ambrogio, luogo simbolo di Milano, è una stratificazione dove ogni epoca ha lasciato importantissime testimonianze archeologiche. Presso la basilica sorgeva l'antico cimitero paleocristiano ad martyres, del quale sono state ritrovate le tracce, con presenza di numerose sepolture. Vi sono inoltre le antiche mura spagnole e le fondamenta della chiesa di San Francesco, la cui prima fondazione risale al XIV secolo, distrutta dai Francesi per costruire la caserma napoleonica.

In corrispondenza della "colonna del diavolo" (così chiamata per la presenza di due buchi, che la fantasia popolare vuole provocati da una cornata sferrata dal diavolo, infuriato per non essere riuscito a tentare sant'Ambrogio) vi è quasi sicuramente un'antichissima sepoltura. E' proprio in quest'area che il patrono di Milano, sant'Ambrogio, rinvenne i corpi dei due martiri cristiani Gervasio e Protasio, che oggi riposano accanto a lui nella cripta della basilica. Senza contare la presenza della falda acquifera che rischierebbe di creare danni allo stesso parcheggio.
Gli scavi preliminari della Soprintendenza archeologica hanno già rinvenuto alcune tombe e una strada altomedievale, ritenute però di poco valore (non sono considerate "significativi e consistenti reperti") e perciò non in grado da sole di far bloccare i lavori.

Tutta questa stratificazione di testimonianze storiche rischia quindi di essere spazzata via dalle ruspe, per creare al suo posto un parcheggio sotterraneo a cinque piani.
Il progetto rientra nel piano parcheggi in "project financing" risalente agli anni '80, che prevede la costruzione di parcheggi interrati in tutto il centro di Milano, in zone storiche quali appunto Sant'Ambrogio, la Darsena e molte altre. Il piano è stato fortemente sostenuto dall'ex sindaco Albertini, firmatario della pratica Sant'Ambrogio, per "far fronte all'emergenza parcheggi per la quale Milano è in allarme".

L'obiettivo sarebbe quello di diminuire il traffico e il flusso di macchine presenti in città, il che è un'evidente contraddizione dato che la presenza di enormi parcheggi in centro, lungi dal disincentivarla, incoraggerebbe l'entrata dei veicoli. I sostenitori del parcheggio a Sant'Ambrogio adducono inoltre come motivazione la volontà di "riqualificare" la piazza, che oggi è "un parcheggio a cielo aperto", "invasa dalle macchine" che si vorrebbero far sparire tutte sottoterra. Ma pedonalizzare la piazza non sarebbe forse possibile anche senza la costruzione di un parcheggio?

Anche la motivazione, che sembra essere sovrana, di creare un parcheggio "per residenti" appare labile, dato che i posti riservati ai residenti (comunque in vendita al prezzo poco equo di circa 50.000 euro) sarebbero una minima parte; la maggioranza dei posti sarebbe a tariffa oraria (anch'essa salata: 2,50 euro). Operazione economica quindi, più che di valorizzazione della zona come la si vorrebbe far passare.

Nel primo progetto presentato alla Direzione regionale dei beni culturali, inoltre, erano spariti sia il giardinetto con le altalene dove le mamme della zona portano i loro bambini, sia l'edicola fra gli alberi, sostituita dall'orrendo "cassone" in vetro che contiene la torretta dell'ascensore, nonché dall'enorme rampa circolare di accesso al parcheggio che farebbe assomigliare la piazza all'uscita di una tangenziale. Entrambi gli elementi sono stati criticati dalla Soprintendenza, che ne ha chiesto il ridimensionamento giudicandoli eccessivamente invasivi.

Senza la chiusura della piazza al traffico, con la presenza di circa 500 posti macchina aumenterebbe a dismisura, lungi dal diminuire, l'afflusso delle auto, con la conseguenza che il traffico, il rumore, l'inquinamento renderebbero la piazza invivibile agli incauti pedoni che volessero ancora rilassarsi nel fazzoletto di verde, sempre più esiguo, che costeggia la basilica.

Non si è inoltre calcolato che le vibrazioni prodotte dalle ruspe potrebbero danneggiare sensibilmente la stessa basilica e le costruzioni vicine, dato che sarebbero in azione a una distanza molto inferiore a quella di venticinque metri prevista dalla legge. Le due antichissime torri campanarie sono già soggette a crepe e cedimenti strutturali, che con le vibrazioni certamente aumenterebbero pericolosamente.
Durante i primi scavi archeologici preliminari, un piccolo assaggio rispetto a quelli, ben maggiori, che dovrebbero creare la voragine del parcheggio, gli abitanti hanno riferito che tutti i palazzi che si affacciano sulla piazza hanno tremato dalle fondamenta fino all'ultimo piano. Siamo sicuri, a questo punto, di poter ancora parlare di "riqualificazione"?

Pare che il criterio adottato dalla Soprintendenza per concedere il permesso ai lavori sia quello della presenza o meno di "significativi e consistenti reperti archeologici di alto valore storico". In altre parole, se non si trovasse nulla di importante si sarebbe quasi obbligati a concedere l'autorizzazione, in quanto non ci sarebbero motivi concreti per negarla. Ma può essere questo l'unico criterio per distruggere o meno un luogo di tale valore? Non ha forse pari importanza anche la percezione che si ha della piazza? Passeggiare in piazza Sant'Ambrogio sapendo che sotto i piedi non abbiamo più secoli di storia, ma l'ennesima e banale colata di cemento, non sarebbe forse un altro colpo inferto al patrimonio culturale, una piccola battaglia persa nella lotta per la salvaguardia del bello?

Un bene culturale appartiene alla collettività e la sua alterazione sarebbe un vero e proprio abuso perpetrato dall'amministrazione comunale verso tutti i cittadini.
Per fortuna, pare che in ultima istanza il sindaco Moratti (che in campagna elettorale disse di voler bloccare il piano parcheggi) abbia accettato di convocare una riunione per decidere il da farsi, ponendo un ragionato dubbio sull'opportunità o meno del parcheggio.
A questa decisione è stata fortemente spinta dall'assessore comunale alla Cultura Vittorio Sgarbi, che si sta battendo, insieme a numerosi comitati di cittadini residenti (a cui si sono uniti vari nomi del mondo della cultura, tra cui Gae Aulenti, Giorgio Bocca, Carlo Bertelli e l'architetto Cini Boeri) per salvaguardare la piazza, auspicando addirittura (utopia che osiamo sperare non sia tale) la realizzazione di un "parco archeologico" per permettere ai cittadini di osservare i reperti ritrovati.

La speranza e l'appello che vogliamo rivolgere all'amministrazione comunale è quello di potere, un giorno non lontano, arrivare in piazza Sant'Ambrogio a piedi o con i mezzi pubblici, pagare un biglietto d'ingresso e scendere nel sottosuolo per osservare i resti del cimitero ad martyres e quant'altro vi si troverà, magari usufruendo di una visita guidata e di un biglietto cumulativo con il piccolo e trascurato Museo della basilica. Una possibilità ben più importante di quella di poter "comodamente" parcheggiare a Sant'Ambrogio come in una piazza qualsiasi, a pagamento, in mezzo al cemento e alle macchine.

Gli ultimi commenti

Dialoghi del silenzio - mostra personale di Pedro Zamora a cura di Massimiliano Bisazza
Città: Milano - Provincia: MI
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013

Premio Letterario Nabokov e Premio Nabokov Racconti
Città: Lecce - Provincia: LE
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013

“L’ultima Foglia Che Cade” il primo singolo di Federica Morrone
Città: Roma - Provincia: RM
dal: 03-04-2013 al: 01-01-2013

ArtExpo Barcelona 2
Città: Barcellona - Provincia:
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013