Siena e Pienza: due città ricordano il grande umanista Piccolomini

Alessia Guadalupi - 24.09.2006 testo grande testo normale

Tags: Piccolomini,siena,faenza

In occasione del VI centenario della nascita di Enea Silvio Piccolomini (1405-1464), Siena e Pienza hanno dedicato al papa umanista la mostra “Pio II, la città e le arti”. Le due sedi accolgono due diverse sezioni espositive, intitolate “La rinascita della scultura. Ricerca e restauri” (Siena, Santa Maria della Scala-Palazzo Squarcialupi) e “La rifondazione umanistica dell’architettura e del paesaggio” (Pienza, Palazzo Piccolomini-Duomo-Battistero); entrambe le mostre rimarranno aperte fino all’8 ottobre.

In occasione del VI centenario della nascita di Enea Silvio Piccolomini (1405-1464), Siena e Pienza hanno dedicato al papa umanista la mostra "Pio II, la città e le arti". Le due sedi accolgono due diverse sezioni espositive, intitolate "La rinascita della scultura. Ricerca e restauri" (Siena, Santa Maria della Scala-Palazzo Squarcialupi) e "La rifondazione umanistica dell'architettura e del paesaggio" (Pienza, Palazzo Piccolomini-Duomo-Battistero); entrambe le mostre rimarranno aperte fino all'8 ottobre.

Enea Silvio Piccolomini nacque a Corsignano (SI) il 18 ottobre 1405, da una famiglia nobile ma decaduta. Moltissime notizie sulla sua vita avventurosa ci sono pervenute attraverso la sua famosa autobiografia, i "Commentarii", definiti un capolavoro di "giornalismo rinascimentale".
Nel 1431 divenne segretario del vescovo di Fermo, al seguito del quale partecipò al Concilio di Basilea. Fu inviato in missioni diplomatiche in Inghilterra e Scozia; nel 1442, in seguito alle controverse elezioni dell'antipapa, si ritirò a Vienna, alla corte dell'Imperatore Federico III, dove fu incoronato "poeta imperiale laureato".

Negli anni '40 svolse incarichi diplomatici per il papa Eugenio IV; dal suo successore, Niccolò V, fu nominato vescovo di Trieste. Infine, il 19 agosto 1458 Enea Silvio fu eletto papa con il nome di Pio II. Nel luglio 1461 canonizzò santa Caterina da Siena, la santa senese patrona d'Italia, vissuta solo un secolo prima di lui.
La fama di umanista di Pio II è dovuta in gran parte alla sua produzione letteraria: oltre ai preziosissimi "Commentarii", Enea Silvio scrisse le "Epistole", alcuni trattati politici e storico-geografici e soprattutto il giovanile "Eurialo e Lucrezia", romanzo che celebra un'avventura erotica senese del cancelliere dell'Imperatore Kaspar Schlick, caso più unico che raro di testo di carattere amoroso scritto da un papa.

Tra il 1459 e il 1462 Pio II decise di avviare un programma urbanistico sul paese natale, Corsignano, che fu trasformato in Pienza (cioè "città di Pio"), dal 1996 entrata a far parte del patrimonio mondiale dell'UNESCO.
Il piccolo borgo arroccato sulle colline divenne una "città ideale" rinascimentale; la renovatio urbis di Pio II esigette come primo passo l'esproprio delle case dei contadini per poter costruire dei palazzi per le nuove residenze dei cardinali, obbligati a risiedere a Pienza, quasi nuova Avignone, pena la revoca della porpora. Per l'esecuzione del nuovo programma urbanistico il papa si affidò all'architetto Bernardo Rossellino, allievo di Leon Battista Alberti, che costruì il nuovo Duomo in forme albertiane prospiciente piazza Pio II, di forma trapezoidale e contenente un complesso orologio solare [1], e il palazzo Piccolomini.

I progetti di riqualificazione e rinnovamento urbanistico di Pio II sono al centro della mostra di Pienza, articolata intorno agli edifici del papa, il Duomo e il palazzo; la facciata del Duomo e gli interni del palazzo sono stati restaurati in occasione della mostra, incentrata sull'analisi della tipologia architettonica del palazzo con il suo giardino e sul rapporto degli edifici con la natura circostante, la splendida Val d'Orcia.
Sono esposti facsimile di manoscritti e modellini lignei di macchine da costruzione, oltre alla presentazione degli interventi di restauro del palazzo e di alcune delle famose facciate dipinte degli edifici di Pienza.

In Duomo l'esposizione è incentrata sull'analisi della tipologia architettonica della hallenkirche (chiesa a sala) di origine nordica e sui complessi richiami astronomici della piazza. Trova inoltre spazio la questione dei restauri, collegata ai problemi statici della chiesa dovuti alla conformazione geologica non ottimale del terreno su cui poggiano le sue fondamenta, che sta causando il progressivo sprofondamento dell'abside-transetto del Duomo e della parte del palazzo dov'è ubicato il giardino, il primo giardino pensile del Rinascimento; un intervento della Soprintendenza (urgente visto che dal momento della costruzione il transetto è già sprofondato di 1,38 metri rispetto alla navata) è in atto per tentare di salvare transetto e giardino.

Nello spazio espositivo di Palazzo Squarcialupi (parte del sistema museale dell'Ospedale di Santa Maria della Scala), a Siena, sono invece esposte opere di scultura che illustrano la grande stagione artistica vissuta da Siena tra il 1450 e il 1470, con la presenza di Donatello e degli artisti che accolsero ed elaborarono, secondo la propria personalità, le sue straordinarie novità di recupero dell'antico in senso rinascimentale: il Vecchietta e Antonio Federighi; più pacato il Vecchietta, personalissimo ed eclettico il Federighi.

Sotto l'egida della committenza di Pio II si affermano nuove concezioni architettoniche e urbanistiche, si diffonde il nuovo interesse per la statuaria antica con l'influenza della grande personalità di Donatello; la tipologia della pala d'altare, nata a Siena con Duccio, conosce una nuova evoluzione in senso rinascimentale. Donatello, presente a Siena già negli anni '20 con la formella bronzea con il "Festino di Erode" scolpita per il fonte battesimale del Battistero (1427), soggiornò in città tra il 1457 e il 1461, realizzando il "San Giovanni Battista", la "Madonna del perdono" e la lastra sepolcrale della tomba terragna del vescovo Pecci, spedita da Padova nel 1450 e subito recepita dagli artisti locali come un capolavoro fortemente innovativo per l'uso straordinario dello stiacciato prospettico.

Uno dei primi ammiratori e interpreti di Donatello a Siena fu appunto Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta; in mostra è presente il suo "San Pietro", scolpito per la Loggia della Mercanzia, vero crogiuolo di sperimentazioni scultoree nel quale compaiono le prime interpretazioni della statuaria all'antica, sotto l'egida donatelliana: cinque statue a tuttotondo che segnano lo snodo senese tra gotico e rinascimento: "San Pietro" e "San Paolo" del Vecchietta, "San Savino", "Sant'Ansano" e "San Vittore" di Antonio Federighi.
Il capolavoro scultoreo del Vecchietta, presente in mostra, è certamente il ciborio bronzeo per l'altare maggiore del Duomo (1467-1472), opera complessa di scultura, architettura e oreficeria insieme, fitta di statue curate fin nei minimi particolari nonostante la notevole altezza alla quale erano collocate.

Antonio Federighi, uno degli artisti prediletti di Pio II, versatile e geniale interprete del classicismo rinascimentale senese, è presente in mostra con il "San Vittore" della Loggia della Mercanzia e i clipei a conchiglia, di forte impronta anticheggiante, con i ritratti di Silvio Piccolomini e Vittoria Forteguerri, genitori di Enea Silvio, provenienti dal monumento funebre commissionato dal papa stesso, originariamente nella chiesa di San Francesco e poi distrutto da un incendio nel 1655.
Non esposte in mostra, ma da vedere assolutamente come necessario completamento del programma espositivo, le due stupefacenti acquasantiere di Federighi in Duomo, capolavori di autentico eclettico pre-manierismo: due vasche marmoree collocate su fusti antichi di riuso, incredibilmente fantasiose negli intrecci vegetali e animali che le percorrono interamente, talmente aderenti all'antico che furono per secoli credute originali romani.

Tutte le opere sono state restaurate in occasione della mostra, sotto il segno dell'integrazione tra le necessarie istanze di studio, conservazione, fruizione e valorizzazione e con la volontà di creare una continuità e una corrispondenza tra l'esposizione e lo studio: le statue provenenti dalla Loggia della Mercanzia dopo la mostra saranno ricoverate in una sede museale ancora da individuare e sostituite da copie, precauzione resasi ormai necessaria visto il perenne pericolo derivante dalla secolare esposizione alle intemperie.


[1] Jan Pieper, Pienza: il progetto di una visione umanistica del mondo, Stuttgart 2000. Immagini:
1) Donatello, "Festino di Erode", formella bronzea del fonte battesimale, Siena, Battistero, 1427
2-3) Bernardo Rossellino, facciata del Duomo di Pienza
4) Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta, "Cristo risorto", 1476
5-6) Antonio Federighi, Loggia della Mercanzia, Siena (copyright Coulthard Institute of Arts)
7-8) Antonio Federighi, Acquasantiera, Siena, Duomo (copyright Coulthard Institute of Arts)

PIO II. LA CITTA' E LE ARTI

La Rinascita della scultura. Ricerca e restauri, Siena (Santa Maria della Scala-Palazzo Squarcialupi), fino all'8 ottobre 2006

La rifondazione umanistica dell'architettura e del paesaggio, Pienza (Palazzo Piccolomini, Duomo, Battistero), fino all'8 ottobre 2006

Orari: 10,30-19,30
Biglietti: intero 7,00 euro, ridotto 5,00 euro, integrato Siena-Pienza 12,00 euro


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