CapRicci d'Arte - disAvventure fumettistiche di Angelo Maria Ricci, al MIC

Annalisa Cameli - 17.07.2005 testo grande testo normale

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Tags: capRicci arte, fumetto, angelo maria ricci, diabolik

Non aveva mai esposto prima e, dalle sue testuali, parole non lo farà più. In molti glielo hanno chiesto, grandi gallerie a Milano, Roma.  Ma come dice lui: "Mi sta bene essere conosciuto, ma non voglio essere famoso. E, soprattutto, questa mostra poteva essere fatta soltanto qui a Grottammare, dove io ho passato i miei anni '60, ed ora che ho i "miei anni 60"..."

C'era una volta un personaggio sempre in bicicletta, per le vie di Grottammare.
Tutti sapevano che lavoro facesse, ma nessuno (o quasi) gli si avvicinava.
Forse per la sua indole solitaria e schiva.
Poi i vari incontri casuali con una faccia da bravo ragazzo, alla Gianni Morandi.
- Enrico Piergallini, Assessore alla Cultura. -
Una timida domanda.
A seguire un buon amico e grande organizzatore di eventi.
- Michele Rossi, già ideatore e organizzatore di "Acquaviva nei fumetti". -

Il gioco è fatto. Angelo Maria Ricci si decide.
"Terrò la mia prima - e unica - mostra antologia al MIC di Grottammare."

Non aveva mai esposto prima e, dalle sue testuali, parole non lo farà più. In molti glielo hanno chiesto, grandi gallerie a Milano, Roma.
Ma come dice lui: "Mi sta bene essere conosciuto, ma non voglio essere famoso. E, soprattutto, questa mostra poteva essere fatta soltanto qui a Grottammare, dove io ho passato i miei anni '60, ed ora che ho i " miei anni 60"…"
Presentando questa antologica come sua "prima ed ultima mostra", scherzando - e quindi lasciando intravedere il suo essere giocoso - , Ricci ha detto: " Per favore giratevi un attimo, che intanto mi tocco, non si sa mai…!"


Per chi non lo conoscesse, Angelo Maria Ricci è uno dei grandi disegnatori, fumettisti, illustratori italiani contemporanei. E' retino di nascita, milanese di lavoro e grottammarese di adozione. Anzi, per scelta.
L'antologica si va ad inserire in un contesto particolare del MIC, che vede spesso in mostra opere di giovani talenti marchigiani (come l'ultima di Cannella) e che quindi può essere considerata come un segno di speranza per questi giovani artisti.

La mostra ripropone tutte le tappe della vita artistica di Ricci, trentacinque anni di illustrazioni tavole a fumetto e vignette satiriche, fino ad arrivare ad un angolo dedicato a Grottammare. Ricci è conquistato da Grottammare a tal punto da ritrarla spesso. Lo scoglio di San Nicola, Palazzo Citeroni, il Kursaal come Museo d'Arte Moderna… Gli scorci di Grottammare spesso compaiono nelle pagine di Diabolik, in compagnia di amici stretti - anche loro a fumetto -, fissati in eterno su una tavola, magari al fianco di Eva Kant…

Molti quindi i lavori, più di cento, tanto che, a due giorni dall'inaugurazione, l'allestimento è ancora work in progress.
La mostra, come più volte sottolineato dall'artista, è dedicata al padre di Angelo Maria Ricci, Lamberto, che grazie al suo talento ha "passato" (…geneticamente e non) il testimone al figlio autodidatta, nella forma di passione per l'arte e di talento artistico.
In maniera sentimentale (e forse un po' malinconica), Ricci afferma che questa mostra gli ha dato una bella opportunità: quella di riaprire vecchie scatole, di ripercorrere tutta la sua esperienza artistica dagli esordi, l'occasione per rivedere alcuni disegni dopo venticinque anni. Michele Rossi, quello che potremmo definire il suo alter ego, invece, afferma che la mostra è stata tutta una scusa: Ricci infatti doveva imbiancare casa, e non sapeva dove mettere tutti i suoi disegni, così…

C'è la possibilità di divertirsi, di ridere, di restare affascinati, ma soprattutto di ridere.
Ricci con questa antologica desidera più di ogni altra cosa "fare un bagno di folla", ma di una folla che si diverte, che scherza, che ride delle sue vignette.
Che sappia ridere anche dei suoi tic, delle sue manie.
Non c'è che dire. Ricci è una persona semplice, ma che la sa lunga, e che per questo sa prendersi in giro, all'occorrenza. Tanto per rimanere sullo scherzo, per rompere il ghiaccio, Michele Rossi ha fatto una bella improvvisata a Ricci... Spiegando il "perchè" ha accettato di organizzare questa mostra, ha detto. "...Angelo, voglio vederti coi capelli RICCI..." ed ha tirato fuori una bella parrucca da signora...!
In conclusione ho posto una domanda ad Angelo Maria Ricci:

Si è parlato di esaltare i giovani illustratori del territorio e di come la sua esposizione possa essere di buon auspicio e speranza per loro. Lei che già è arrivato ai "piani alti" dell'illustrazione, che consiglio si sente di dare a queste giovani leve?
Questo è un momento critico per il fumetto, tant'è che alcune case editrici stanno chiudendo. Il consiglio che mi sento di dare è di puntare sulla qualità e non sulla quantità. Io stesso ho dei ritmi molto lenti, ma anche grazie a questo sono molto preciso e meticoloso. Altri miei colleghi che pur di far quantità - e quindi soldi - fanno le cose correndo, adesso iniziano a trovarsi in diversi problemi. …Io non diventerò mai ricco! (Ride)
Iniziate a copiare dai fumetti dei vostri artisti e personaggi preferiti e, come è successo a me, che copiavo da due in particolare, vedrete che alla fine uscirà il vostro stile personale.
Qualità e originalità, quindi.

capRICCI d'Arte
ovvero
disAvventure fumettistiche di Angelo Maria Ricci
Antologica a cura di Michele Rossi
Dal 16 luglio all' 11 settembre 2005
MIC - Museo dell'Illustrazione Comica di Grottammare (AP)

Orari:
dal 17 luglio - 31 agosto: 18.00-20.00 / 21.30-23.30
dal 1-11 settembre: 16.00-19.00 venerdì, sabato e domenica
Ingresso libero


Breve biografia di Angelo Maria Ricci:
Nasce a Rieti il 18 giugno 1946. Si diploma all'Istituto d'Arte di Terni e nel 1969 si trasferisce a Milano. Per circa due anni si impegna in vari mestieri, ma la sera studia, sperimenta il disegno copiando dai suoi personaggi preferiti, come "Rip Kirby" e "l'Agente Corrigan". Nel 1971 inizia la sua carriera da fumettista per la casa editrice Edifumetto, per la quale disegna varie serie come "Frankenstein" (15 episodi), fino all'ultima miniserie di fumettirock, "Sphero".
Nel 1980 Sergio Bonelli nota i suoi lavori e gli chiede di entrare nello staff. Dopo una storia d'esordio di "Mister No", entra a pieno diritto nei disegnatori fissi per "Martin Myster".
Realizza inoltre alcuni episodi di "Tiraemolla" per la Vallardi ed un episodio di "Bunny Band" per la Rizzoli. Si susseguono poi le collaborazioni con il Corrierino della Rizzoli, disegna alcuni episodi del "Giovane Indiana Jones", mentre per la Fabbri illustra "Storie della Bibbia".
Nel 200 si trasferisce a Grottammare, continuando a mantenere i rapporti con Mialno grazie alla casa editrice Astorina, per la quale disegna Diabolik. Contemporaneamente lavora nel settore scolastico come illustratore per la Eli.

Immagini:
1- Conferenza al MIC - da sinistra vs destra:
Marco Brutti, Luigi Merli, Angelo Maria Ricci, Michele Rossi, Enrico Piergallini
2- Il Kursaal di Grottammare come Museo d'arte moderna in una storia di Diabolik
3- Michele Rossi con l'aspetto di un Boss della mala in una storia di Diabolik.
4- Martin Mystere
5- Ricci (al centro) con la parrucca all'inaugurazione della mostra
6- L'autore al fianco di Diabolik ed Eva Kant



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