Cosimo I e lo studiolo di Palazzo Vecchio

Annamaria De Simone - 23.01.2006 testo grande testo normale

Tags: Cosimo,I,studiolo,Palazzo,Vecchio,Firenze

studiolo cosimo IIl Palazzo Vecchio di Firenze viene adibito nel 1540 a residenza di Cosimo de’ Medici (1519-1574), duca della città; divenuto, da simbolo del governo repubblicano, abitazione privata della famiglia che, attraverso alterne vicende, domina a Firenze da circa un secolo, viene progressivamente adornato in maniera consona alla sua nuova funzione.

Il Palazzo Vecchio di Firenze viene adibito nel 1540 a residenza di Cosimo de' Medici (1519-1574), duca della città; divenuto, da simbolo del governo repubblicano, abitazione privata della famiglia che, attraverso alterne vicende, domina a Firenze da circa un secolo, viene progressivamente adornato in maniera consona alla sua nuova funzione.studiolo cosimo I

Cosimo de' Medici era un appassionato delle scienze della natura: cronache dell'epoca ci raccontano che nel 1549 fece sistemare sotto la Loggia dei Lanzi una carcassa di capodoglio, ritrovata a Livorno, per sbalordire sudditi e osservatori stranieri, e per dimostrare a tutti l'ampiezza dei propri interessi scientifici.

Un altro esempio della predilezione di Cosimo per le scienze naturali è nella decorazione che nel 1545 fece eseguire al pittore Francesco Ubertini (o di Umbertino), detto il Bachiacca (1494-1557), in uno stanzino al piano ammezzato di Palazzo Vecchio notostudiolo cosimo I come Studiolo di Cosimo I, con figure di piante e animali delineate con grande precisione e gusto per il dettaglio.

Questo stanzino era un piccolo ambiente strettamente privato, di forma quadrangolare e con una sola finestrella su piazza della Signoria; secondo l'uso dei principi quattro-cinquecenteschi la stanza doveva essere probabilmente lo scrigno che conteneva parte delle favolose collezioni artistiche di Cosimo I.

Sappiamo inoltre che il Duca preparava in prima persona alcuni rimedi medicinali, distillando estratti dalle piante che si ritenevano medicamentose, estratti che a volte inviava in dono agli altri principi europei.studiolo cosimo I

E' possibile che lo studiolo contenesse queste preparazioni medicinali, e forse anche i cosiddetti naturalia, cioè quelle 'meraviglie' del mondo naturale, spesso provenienti dalle Americhe, allora appena scoperte, o dall'Oriente, che il Duca si dilettava, insieme ai tesori d'arte, di collezionare. Dagli inventari ci risulta infatti che Cosimo possedesse un esemplare di coccodrillo, una mandibola di elefante, pesci esotici, e così via.

Lo stanzino segreto ebbe breve vita: nel 1559 venne sostituito dal più celebre “Tesoretto”, ricavato dalle mura del palazzo, la cui volta stuccata sarà affrescata dal Vasari, e che verrà a contenere le raccolte del duca.

Quello di Cosimo è stato in ogni caso il primo studiolo ad essere costruito in Palazzo Vecchio, anteriore perciò a studiolo cosimo Iquello ben più noto e ammirato del figlio Francesco I (1541-1587), che si può visitare al primo piano del Palazzo.
Collegato al Tesoretto, posto su un lato del salone dei Cinquecento, i lunghi lavori di realizzazione (1569-1574), la decorazione, le pitture, i preziosi che conteneva, ne fecero una piccola “stanza delle meraviglie”, luogo destinato alla pura contemplazione estetica, oltre che all'autocelebrazione medicea.

Quanto allo studiolo di Cosimo I, esso era ancora visibile nel XVIII secolo, ma successivamente se ne persero le tracce a causa delle molte ristrutturazioni che ha subito il Palazzo nei secoli.

E' stato identificato di nuovo solo nel 1908, nel corso di lavori architettonici che hanno interessato l'edificio; oggi, dopo un secolo, non è ancora aperto al pubblico, in attesa che le pitture del Bachiacca, in pessimo stato di conservazione a causa della tecnica dell'olio su muro usata dall'artista, vengano restaurate, e che l'accesso all'ambiente, ora costituito da una scaletta angusta e pericolosa, sia reso più agevole.




Immagini
1. La loggia dei Lanzi in Piazza della Signoria
2. Palazzo Vecchio
3. Cosimo I de' Medici (1519-1574) nel ritratto del Bronzino conservato agli Uffizi
4. Lo studiolo di Francesco I in Palazzo Vecchio



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