S’incontrano a Napoli gli sguardi di ''Mediterraneo: fotografie tra terre e mare''

Erica Prisco - 12.07.2017 testo grande testo normale

Tags: Mediterraneo, fotografie, sguardi di donne

Uno sguardo sui molteplici scenari geografici, culturali, evolutivi ed emozionali che caratterizzano i Paesi bagnati dal Mediterraneo, sapientemente ritratti negli scatti dell'ultima tappa della collettiva fotografica .

Ospitata presso la Sala delle Terrazze di Castel dell'Ovo, la pluripersonale "Mediterraneo: fotografie tra terre e mare" curata da Patrizia Varone sarà visitabile fino al 17 luglio. Dal 2012, la rassegna racconta, il Mediterraneo come luogo "sperimentale" di relazioni, prediligendo tre punti di vista fondamentali: l'attualità, lo sguardo al femminile e i fotografi al di sotto dei 35 anni.

Attraverso molteplici racconti, fatti di scatti, si sviluppano riflessioni intorno alle culture che animano le coste del Mare Nostrum, si indaga il dialogo tra differenti generi della fotografia e tra diverse generazioni di fotografi, cercando anche di valorizzare il patrimonio storico-architettonico poco conosciuto e di promuovere una maggiore sensibilità ambientale. L'associazione "Lo Cunto" che organizza e promuove la rassegna in diverse città italiane, propone ogni anno una call aperta ai fotografi, i cui lavori sono poi selezionati da una giuria di esperti, sempre diversa.

La fotografia non ha quindi un mero fine documentaristico ma funge da importante vettore per atmosfere, emozioni e scenari che catturano lo sguardo e coinvolgono empaticamente l'osservatore; storie portate e sussurrate dal mare, elemento comune di vitale importanza, nonché rappresentazione di un inconscio collettivo e condiviso; storie sospinte dal vento di terra, bizzoso e imprevedibile come un bambino.

L'edizione 2017 si è svolta tra Venezia, Settimo Torinese e Napoli: un viaggio itinerante nelle immagini evocative di storie, luoghi e punti di vista, che hanno donato ad ogni tappa la propria originale narrazione. A Castel dell'Ovo, in esposizione per la sezione "Sguardi di Donne sulle Donne del Mediterraneo" le opere di Alessandra Basile, Diletta Allegra Mazza, Maddalena Mone; mentre tra gli artisti selezionati per il Circuito Off, espongono a Napoli Ilaria Abbiento, Daniela Bazzani, Eleonora Carlesi.

Ad aprire la rassegna, lo story telling di D, transessuale FtoM napoletano, ritratto nella sua quotidianità da Diletta Allegra Mazza, che con l'eleganza e la discrezione del bianco e nero, lo segue nei delicati passaggi verso la conquista della sua vera identità. Un tema di particolare importanza, se si considera che quella napoletana è la comunità transgender più popolosa dopo Rio de Janeiro. Il corpo diventa l'inizio di una personale rivoluzione, un percorso di autodeterminazione che fa del cambiamento l'indispensabile strumento di emersione della propria essenza e di pieno esercizio della libertà individuale.

A fare da controcanto, i ritratti intimi e l'indagine personale di Maddalena Mone. Una serie di scatti che, attraverso particolari dettagli corporei, raccontano ben più ampi scenari emozionali, stati d'animo e inquietudini, in una malinconica e struggente atmosfera privata, condivisa con lo spettatore.

Conclude la serie "Donne di Terra" di Alessandra Basile, uno spaccato sulla nuova frontiera del care-giving al femminile o forse il retaggio di un antico sapere dimenticato, sicuramente, un processo di empowerment basato sulla consapevolezza delle proprie scelte, che vede le donne reinventarsi imprenditrici di successo nel settore agro-alimentare.

Per il Circuito Off, il percorso si apre con gli scatti di Eleonora Carlesi e la serie "Unchildren" ambientata in Romania e dedicata ai nuovi bambini di strada che popolano le vie della capitale, spesso ospitati in rifugi e case famiglia, restituendo un triste mosaico dell'infanzia negata in una Bucarest affascinante e decadente al tempo stesso.

Un'altra indagine "sociale" è quella realizzata da Daniela Bazzani con "Chairs" che propone un particolare still life i cui i soggetti sono le sedie e gli ambienti per l'accoglienza delle donne vittime di violenza, che si rivolgono ai 13 centri sparsi in Emilia Romagna. Ambienti che devono ispirare fiducia e intimità, piccole isole di pace da cui far ripartire la propria vita.

Un ultimo abbraccio metaforico, più ampio ed avvolgente, è quello offerto dallo sguardo di Ilaria Abbiento che nel suo portfolio dedicato al Mare Mediterraneo, ricerca e ripropone atmosfere cui sente di appartenere intimamente, in quanto profondamente legata al mare, ritraendo luoghi che non si appartengono da un punto di vista geografico ma idealmente vicini. Ogni foto ha la sua visione poetica che si rispecchia attraverso la tecnica utilizza nei colori e nelle luci, così da donare agli scatti questa omogeneità modellata dal mare.

"La fotografia è ormai sempre più prediletta dalle donne come mezzo di espressione di sé, sia come ricerca artistica che per fini documentaristici" spiega Patrizia Varone "è un forte strumento di emancipazione collettiva che promuove uno sguardo di genere attento e consapevole. Ognuno di questi scatti rimanda alla relazione con la società e con l'altro; tutte le artiste sono donne impegnate culturalmente e socialmente, con un punto di vista nuovo, diverso, che tende a rafforzare e stimolare il coinvolgimento delle donne, catalizzatori di processi innovativi e collante tra realtà diverse, per il raggiungimento di una reale equità sociale".

Castel dell'Ovo
Mediterraneo: fotografie tra terre e mare
a cura di Patrizia Varone
dal 28 giugno al 17 luglio
dal martedì al sabato dalle ore 11 alle ore 18
via Eldorado 3 presso via Partenope, Borgo Marinaro – Napoli


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