Pablo Picasso La materia e il segno. Ceramica, grafica

Antonio Fontana - 15.06.2017 testo grande testo normale

Tags: Picasso, Palazzo della Corgna, Castiglione del Lago PG, mostre,

Quando attraverso i multipli e le calcografie nasce una grande mostra: Castiglione del Lago rende omaggio al grande Pablo Picasso nel centenario del suo viaggio in Italia, con l’esposizione a Palazzo della Corgna di oltre 90 opere, ovvero tre celebri serie di incisioni e acqueforti e un corpo unico di ceramiche, in cui il segno dell’artista spagnolo è più che mai riconoscibile.

Castiglione del Lago (PG) rende omaggio al grande Pablo Picasso nel centenario del suo viaggio in Italia. L'artista spagnolo venne nel nostro paese nel 1917 in compagnia dello sceneggiatore e drammaturgo Jean Cocteau alla ricerca di ispirazioni creative.

Inaugurata il 30 aprile resterà aperta fino al 27 agosto 2017 nella splendida e suggestiva sede di Palazzo della Corgna, quale monumento più importante di Castiglione del Lago, costruito a partire dal 1563 inglobando il palazzo Baglioni dei primi del ‘500, oggi cuore culturale della città.

La mostra promossa dal comune di Castiglione del Lago con il contributo della Regione Umbria, curata da Gianluca Bellucci, direttore di Sistema Museo, è rappresentativa della creatività del più grande e influente artista del ‘900, che si è cimentato, nel corso della sua lunga e intensa esistenza, in tutti i generi artistici conosciuti: pittura, incisione, disegno e ceramica. L'esposizione di Castiglione del Lago permette di ammirare le tre celebri serie di incisioni e acqueforti, "Le Cocu Magnifique", "Carmen" e "Balzac en bas de casse et Picassos sans majuscule", e di un corpo unico di ben 29 ceramiche. Un totale di oltre 90 opere in cui il segno di Picasso è più che mai evidente e riconoscibile.

Nella nota informativa dell'ufficio stampa, viene posto in evidenza come la selezione di opere in esposizione, consenta l'approccio a una particolare modalità espressiva dell'artista spagnolo. Il valore di questa esposizione consiste nell'intensità eloquente dei manufatti, realizzati per lo più in un periodo storico particolarmente significativo, segnato dalla fine della seconda guerra mondiale. Picasso sperimenta temi e stili, trasformando forme tradizionali in forme uniche, in particolare nella ceramica, dove l'oggetto quotidiano diventa espressivo.

Le ventinove ceramiche esposte, realizzate tra il 1947 e la fine degli anni '60, provengono da raccolte e collezioni private: brocche, vasi antropomorfi, piatti decorati, graffiti e modellati. La caratteristica di questa produzione è l'originale trasformazione delle forme in particolari plastici figurativi, esaltati dalla policromia del segno pittorico, con un'attenzione al piccolo dettaglio per cogliere l'essenza del rappresentato.

Tra i temi iconografici prescelti compaiono gufi, pesci, tori, picadores, corride, uccelli, figure femminili, volti di fauni, realizzati con segni intensi e soluzioni antropomorfe e zoomorfe inimmaginabili. "Dovreste fare della ceramica. È magnifico!", dichiarò lo stesso Picasso in una conversazione pubblicata sulla rivista "Quadrum" (Bruxelles, 1956).

Nelle scelte iconografiche e formali per la realizzazione delle ceramiche l'artista coniuga il linguaggio contemporaneo, ispirato ai grandi temi dell'arte del Novecento, con la storia millenaria dell'arte della ceramica.

Nelle tre serie di incisioni e acqueforti Pablo Picasso illustra nello specifico: la novella "Carmen" (1949), una serie di ritratti di Honoré de Balzac, padre del Realismo nella letteratura europea (1957) e il pezzo teatrale "Le Cocu Magnifique" di Fernand Crommelynck di Prosper Mérimée (1968). Raffigura con ammirevole stilizzazione visi di donna e di uomo, costumi andalusiani, teste di toro e figure mitologiche, prendendo ispirazione anche dalle proprie conoscenze mitologiche, tra le quali primeggia la figura immancabile del Minotauro.

Scriveva Pablo Picasso sui diversi procedimenti d'incisione: "Il più nobile, il più ricco è senza dubbio l'acquaforte. […] Quindi bisognava arricchire la litografia con la tecnica dell'acquaforte. Mi sembra di esserci riuscito".

Claudia Casali, direttrice del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, scrisse: "La produzione ceramica di Picasso è stata oggetto negli anni di tanti studi, considerata una cospicua produzione di oltre 4000 manufatti, parte in multipli e parte in opere uniche. Non si può propriamente definire un colpo di fulmine l'incontro di Picasso con la materia fittile.
Certo ci fu quella visita inaspettata nell'estate del 1946 a Vallauris, durante il suo soggiorno in Costa Azzurra, dove riprese un fare che aveva già sperimentato da adolescente quando a 13 anni nel 1894 dipinse a Malaga diversi piatti in chiave popolare, guardando gli esempi degli artisti dell'epoca.

A Vallauris, antico centro di produzione ceramica della Francia Meridionale, Picasso ebbe la fortuna di incontrare persone speciali, i coniugi Ramié (Suzanne Douly e Georges Ramié), e una manifattura attiva dal 1938, la Madoura, con produzione popolare in terra rossa locale, in grado di assecondare l'estro creativo e la curiosità del vulcanico artista. Un fauno e due tori furono le prime tre sculture di piccole dimensioni che, con fare innato e casuale, Picasso modellò già nella sua prima visita.

L'incontro con la madre terra significò per l'artista tornare ai primordi, leggere la storia delle civiltà, tornare bambino, come testimonia nel 1948 il suo mercante Daniel-Henry Kahnweiler.
Picasso con il tempo e la creatività che lo connota, investigò la possibilità di questo nuovo linguaggio, integrando ed alternando forma e decorazione, utilizzando la qualità scultorea della terra unita al dato pittorico per creare effetti quasi illusionistici (per cui la sagoma del vaso asseconda la silhouette della figura femminile, la foggiatura del vaso riprende le sagome di bestiari immaginari, il piatto diviene ritratto di fauni e di figure mitologiche, etc.).

Picasso non si accontentò delle forme tradizionali dei Ramié: ne creò di nuove, con assemblaggi e reinvenzioni, come i "vasi strutturali", che non guardavano più al dato funzionale, ma diventavano vera e propria scultura. Picasso giunse in quel momento particolare del suo percorso alla ceramica come ad un approdo ad una nuova poetica che la terra, sola, poteva fornirgli in quel periodo e in quella situazione storico-artistica: libertà d'espressione, ritorno alle origini, omaggio alla storia e all'eternità dell'arte, in sintesi nuova sperimentazione che giunge a lambire la sfera scultorea"
.

Mariastella Margozzi, storica dell'arte racconta in un suo testo come l'incontro di Picasso con l'incisione avvenne a Barcellona, fu per così dire causato dal pittore catalano Ricardo Canals, che lo sfidò in una gara nell'incisione all'acido su lastra di rame. Erano i primi 1900 e il giovane Pablo Picasso ricercava sua identità artistica. Sara l'anticipazione di un'attività molto intensa nel campo dell'incisione. "Picasso sente che tramite l'incisione si riappropria dell'antica condizione dell'alchimista, ossia nella libertà di trasformare chimicamente e meccanicamente il segno grafico. Niente di meglio per un temperamento sopra le righe come il suo".

L'ultima opera incisoria realizzata da Picasso a Parigi sono le trentotto incisioni a bulino (una tecnica meno frequentata dall'artista) della novella di Prosper Mérimée Carmen del 1845, divenuta famosa per essere stata trasposta in musica da Bizet nel 1875. Per queste tavole Picasso pensa a volti femminili e maschili, costumi andalusi e teste taurine. L'opera viene pubblicata dalla Bibliothèque Française nel 1949 e stampata dar Roger Lacourière.

Quando l'artista si trasferisce sulla Costa Azzurra negli anni cinquanta, il nuovo ambiente gli farà trovare la concentrazione giusta per dar vita a una serie incredibile di opere incise e per sperimentare ancora nuove tecniche in questo genere artistico. Alla fine del 1952 realizza undici litografie con ritratti diversificati di Honoré de Balzac commissionategli da Fernand Mourlot. Una di esse viene utilizzata come frontespizio per una edizione di Le Pére Goroit di Balzac nel 1957 otto di queste litografie saranno pubblicate da Michel Leiris in Balzacs en bas de casse.

Nel 1968 Picasso incide dodici tavole all'acquaforte e acquatinta per illustrare la commedia scritta nel 1920 da Fernand Crommelynck Le Cocu Magnifique. Farce en trois actes, che racconta le conseguenze del sentimento tragico della gelosia. Un desiderio sopito da molto tempo porta l'artista a omaggiare Fernand con questa serie insieme al figlio dell'autore, lo stampatore Aldo Crommelynck, con il quale lo pubblica due anni dopo in forma di suite. Si tratta di un nucleo estremamente rappresentativo del repertorio figurativo picassiano, capace di rendere con arguzia lo spirito farsesco dell'opera teatrale.
(stralcio dal testo critico del catalogo)


Titolo: "Pablo Picasso. La materia e il segno. Ceramica, grafica"
Sede: Castiglione del Lago, Palazzo della Corgna
Durata: 30 aprile – 27 agosto 2017
Inaugurazione: 29 aprile 2017, ore 18
Promossa da: Comune di Castiglione del Lago
Con il contributo di: Regione Umbria
Organizzazione: Sistema Museo
In collaborazione con: Lagodarte
Partner: Aurora Group
Realizzazione dell'allestimento: Exibiz
Orari di apertura: tutti i giorni ore 9.30-19. La biglietteria chiude mezz'ora prima. È possibile prenotare l'apertura straordinaria per visite riservate
Biglietti: Il biglietto comprende la visita a Palazzo della Corgna e alla Rocca del Leone. Intero 8 euro; ridotto 5 euro (gruppi di oltre 15 unità, ragazzi fino a 25 anni); ridotto famiglia 18 euro (3 persone), 22 euro (4 persone); biglietto unico residenti Comune di Castiglione del Lago 4 euro; ridotto famiglia residente 10 euro (3 persone), 12 euro (4 persone); omaggio bambini fino a 6 anni.
Informazioni: Palazzo della Corgna 075 951099 - cooplagodarte94@gmail.com
Prenotazioni: Sistema Museo Call center 0744 422848 (dal lunedì al venerdì 9-17, sabato 9-13, escluso i festivi) - callcenter@sistemamuseo.it
www.palazzodellacorgna.it

  • Pablo Picasso La materia e il segno. Ceramica, grafica

  • Pablo Picasso La materia e il segno. Ceramica, grafica

  • Pablo Picasso La materia e il segno. Ceramica, grafica

  • Pablo Picasso La materia e il segno. Ceramica, grafica

  • Pablo Picasso La materia e il segno. Ceramica, grafica

  • Pablo Picasso La materia e il segno. Ceramica, grafica

  • Pablo Picasso La materia e il segno. Ceramica, grafica

  • Pablo Picasso La materia e il segno. Ceramica, grafica

Gli ultimi commenti

Dialoghi del silenzio - mostra personale di Pedro Zamora a cura di Massimiliano Bisazza
Città: Milano - Provincia: MI
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013

Premio Letterario Nabokov e Premio Nabokov Racconti
Città: Lecce - Provincia: LE
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013

“L’ultima Foglia Che Cade” il primo singolo di Federica Morrone
Città: Roma - Provincia: RM
dal: 03-04-2013 al: 01-01-2013

ArtExpo Barcelona 2
Città: Barcellona - Provincia:
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013