La Fotografia ad Arte Fiera Bologna 2016: Inconscio ottico

Simona Zamparelli - 03.02.2016 testo grande testo normale

Tags: Fotografia, Arte Fiera Bologna 2016, Antonio Biasiucci, Mario Cravo Neto

Un centrifugato di contemporaneo quello di Arte Fiera Bologna 2016, dove la fotografia ha ottenuto per il 3° anno il suo posto tra pittura e installazioni, grazie alla collaborazione con Mia Photo Fair, la fiera d’arte dedicata a Milano alla fotografia e all’immagine in movimento, ideata e diretta da Fabio Castelli.

Tristan Tzara nel 1922 scriveva: «Quando tutto ciò che si chiamava arte era diventato vecchio e gottoso, il fotografo accese le mille candele della sua lampada, e poco a poco la carta sensibile alla luce assorbì i neri da alcuni oggetti d'uso. Egli aveva scoperto tutta la portata di un lampo più importante di tutte le costellazioni dispiegate per il piacere dell'occhio».

La tecnologia diventa produzione d'arte, la fotografia rivela la magia delle cose, della materia vivente, diviene poesia per chi guarda. Chi ha percorso i padiglioni espositivi di questa sezione fotografica 2016 è stato travolto dalla creatività degli artisti, promossi dalle gallerie che hanno partecipato al 40° compleanno di Arte Fiera. In questo iter artistico non si può far a meno di soffermarsi sui bianchi e neri della ricerca fotografica di tre artisti, che con dedizione hanno rivoluzionato i linguaggi dell'arte: Antonio Biasiucci; Mario Cravo Neto, e Gian Paolo Barbieri, presentati dalle rispettive gallerie: Galleria del Cembalo, Roma al padiglione 32/stand C/41; Paci Contemporary, Brescia, Padiglione 25 stand A/35; 29 Arts in Progress, Uk, Padiglione 32 Stand B/13.

Antonio Biasiucci, artista dell'Italia Meridionale, per la prima volta è in Fiera d'Arte Bologna, con un significativo gruppo di opere che rappresentano il suo linguaggio poetico e simbolico, ma soprattutto enigmatico nell'affronto dualistico tempo-materia.
L'intento di Biasiucci è ritornare all'origine, alla primordiale essenza, esorcizzando i corpi dal loro conformismo rendendoli altro da ciò che sono nella loro essenza.
Essere fruitori alla sua esposizione visiva è interrogarsi sul tempo, sul mistero della vita che è il punto di partenza della ricerca fotografica dell'artista.
Le opere sono installate con lo scopo di dare musicalità nel loro insieme, lo si nota nei suoi polittici: serie di scatti della stessa materia in tempi e posizioni diversi.

È un Teatro di attori anonimi che scava nel tempo e nei corpi materici o viventi come "le madri". Dove ricercare l'essere primordiale se non nell'essere donna creatrice e riserva di mistero, nel loro essere partorienti di vite e di tempi: si nasce e si muore, Biasiucci indaga sulla natura per superare il tempo umano.

Il misticismo dei corpi lo si ritrova anche in Mario Cravo Neto artista dell'America Latina scomparso nel 2009, che sfugge da ogni tentativo estetizzante per rifugiarsi nell'intimo della storia.
I suoi scatti si presentano come nature morte; accosta cose, animali e uomini, elementi complementari ed opposti congiunti per vibrare in armonia e sensualità.
Le sue opere fotografiche sono pregne di religione, di coscienza del reale. Guardare gli scatti di Mario Cravo Neto è ipnotizzarsi per sentire la quiete della natura umana che abbraccia l'ambiente in cui abita: gli uomini divengono Dei mitologici vestiti da cose o da volatili.

Sono sculture umane mistiche e la luce e gli scuri donano alle opere tridimensionalità e musicalità sorda, un suono che non può essere sentito da tutti, ma solo da chi si interroga sul rapporto religione-natura-uomo e ci ritrova un magico equilibrio: quello di Mario Cravo Neto.

Distaccandoci dalla poesia degli artisti scelti dalle Gallerie italiane, 29 Arts in Progress, Galleria di Londra, seleziona per il Solo Show ad Arte Fiera,Gian Paolo Barbieri, maestro della fotografia che ha contribuito a fare la storia della moda e del Made in Italy.

Sono scatti iconici, di bei corpi ellenici. La bellezza conformista di una moda che giunge a noi con violenza per rispettarne i canoni. Ma Barbieri in questa sua esposizione ha voluto reinventare immagini, già acquisite nel corso della sua vita, ricostruendole in ambienti naturali o accostandoli a simboli inducendo il visitatore a perdersi nell'immaginato personale e dell'artista.
Alla sensualità dei bei corpi delle icone dello spettacolo che hanno dettato lo stile alla società, Barbieri vuole accostare scatti che descrivono luoghi e realtà lontane facendo sposare bellezza della natura e meraviglia degli individui nel guardarla.

Ad Arte Fiera Bologna 2106 la fotografia ha stimolato il pensiero e la mente dello spettatore che ha assistito all'inconscio ottico degli artisti e ai nuovi linguaggi visivi dell'arte contemporanea.

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